Cap: Anno quinto

Rieccoci a voi, cari lettori del “Cinghiale corazzato”. Anche questa volta, come anche in altri appuntamenti elettorali, abbiamo preferito non utilizzare il nostro giornale per inserirci nelle squallide polemiche legate ai “ludi cartacei” e ancora più nelle sbracate propagande che hanno contraddistinto l’intero mese di marzo e quindi il tempo è rapidamente trascorso fino a portarci nel cuore della Primavera.

Non possiamo però tralasciare un piccolo anniversario che riguarda da vicinissimo la nostra storia di gruppo studentesco. Il 20 marzo 2006 l’allora Movimento Universitario Padano dell’Università Cattolica (con 18 favorevoli, 2 astenuti, nessun contrario) decideva di cessare di esistere, mutando la propria appartenenza e trasformandosi nella Comunità Antagonista Padana – Studenti indipendentisti. Un nuovo Mup veniva poi rifondato da altri alcuni mesi dopo e riprendeva a rappresentare la Lega Nord nel nostro Ateneo.

La nascita della Comunità Antagonista Padana non avveniva ovviamente per caso ma si inseriva naturalmente in un disegno preordinato più vasto e articolato, mirante a creare un coordinamento di piccoli e grandi movimenti indipendentisti (qualcuno direbbe separatisti o secessionisti) necessari per rifuggire (con orrore) dalla deriva berlusconiana e ita(g)liana della Lega Nord. Da allora molta acqua è corsa sotto i ponti e quel progetto, liberatosi, com’era naturale, delle zavorre del politicantismo professionale che potevano appesantire il cammino, prosegue la sua lenta marcia, pur se duramente ostacolato da un quadro politico “nazionale” in cui la bolla politico-speculativa della Lega Nord (aggiogata ormai simbioticamente e inscindibilmente al carro berlusconiano, ancora più ora che Fini ha svelato chiaramente la sua appartenenza ad altra “cordata”) sta dilatandosi, sino a raggiungere i suoi limiti strutturali. Ovvero, diventare un corposo partito nazional-populista tricolore, con calibrate venature (verbali) destrorse e xenofobe, utile a portare all’altare del signore di Arcore le offerte e i sacrifici delle plebi padane ma saldamente incastonato nei suoi disegni di potere. Tutte le bolle però, come insegna la recente storia finanziaria, sono destinate a scoppiare sotto il peso della più concreta realtà: quindi attendiamo operosamente e fiduciosamente tempi migliori.

La Comunità Antagonista Padana, entrando nel suo quinto anno di vita, può giustamente guardare indietro e fare un piccolo bilancio della propria azione. Positivo indubbiamente per il volume (circa 110 conferenze, 600 affissioni murarie, 20 numeri del nostro giornale) delle attività svolte, per le molteplici iniziative e prese di posizione che hanno attirato l’attenzione dei media e della pubblica opinione italica e anche in qualche caso straniera, per una presenza costante ma non invadente nel dibattito tra i gruppi studenteschi del nostro Ateneo.

Tra le maggiori soddisfazioni non possiamo tacere l’essere riusciti, per la prima volta nella storia del nostro Ateneo, a portare, nell’autunno 2008, un consigliere dichiaratamente indipendentista come Luca Fumagalli, all’Isu (poi Educatt), eletto grazie alla mai abbastanza rimpianta lista “Robin Hood” (Uld + Capramagra + Comunità Antagonista Padana).

Se solo provate a digitare “comunità antagonista padana” su un qualunque motore di ricerca, potrete trovare una ricca serie di dati, notizie e contenuti che abbiamo contribuito a veicolare in questi anni, associandoli e incorporandoli nella centrale tematica degli indipendentismi padano-alpini. Non solo ma questo gruppo studentesco si trova ad essere diventato quasi il cuore dirigenziale e culturale del “Fronte Indipendentista Lombardia”, uno dei movimenti sorti in Lombardia dal 2006, concomitantemente alla nascita della Comunità Antagonista Padana.

Tutto questo è avvenuto per quegli arcani giochi del destino in cui, seguendo il tenue filo della coerenza e dell’impegno quotidiano e semplicemente “mantenendo la posizione”, ci si trova a ricoprire gli incarichi più impensati e imprevedibili. Da questa ulteriore posizione raggiunta, la CAP potrà potenziare la portata della propria comunicazione politica, trasmettendo ad un sempre maggior numero di persone i frutti del  proprio laboratorio d’idee. Non voglio tediarvi ulteriormente nel descrivere quali siano questi frutti: ogni numero de “Il Cinghiale corazzato” ne è, almeno parzialmente, manifestazione.

Ecco, quindi, in sintesi e specialmente per gli studenti delle più recenti annate, un breve e chiaro profilo del nostro gruppo in questo anniversario.

Il Cinghiale corazzato tornerà nelle vostri mani con un nuovo numero per la festa del Sacro Cuore che quest’anno cade l’11 giugno.

Duri per durare

Piergiorgio Seveso

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