Comunicato numero 136 (18 dicembre 2011)

Tempo di Natale, tempo di manovre. L’ultima, varata dal governo presieduto dal
professor Monti, ha fatto molto discutere. E certamente si tratta di una
manovra che chiederà, per come è strutturata, “lacrime e sangue”. Il che
sarebbe anche legittimo, se tale manovra fosse diretta (come dovrebbe essere) a
garantire un futuro ai giovani, a stabilizzare e far crescere l’economia di
una nazione, tassando anche ma equamente. Invece? L’obiettivo, ripetuto come un
mantra da Napolitano e dal professore (senatore?) Monti, nonché dai vari
economisti ed esperti di finanze, è tutt’altro: “salviamo l’Euro!”. Infatti,
chissà in base a quale arcana ragione, “l’Euro non può fallire”. E per evitare
questa cosiddetta catastrofe, l’aiuto lo si dà non ai pensionati, non ai
giovani disoccupati, ma alle banche. Che guarda caso sono fra quelle entità che
han creato il disastro finanziario-economico che stiamo vivendo. Ridurre i
privilegi della Casta, come si tagliano le pensioni e si aumenta l’età
pensionabile? Nemmeno a parlarne, eresia meritevole del rogo ben più rovente di
quelli accesi mille anni fa! Inoltre, si badi bene, non è per nulla detto che l’
Ita(g)lia, l’Euro e l’Europa si salvino: i tedeschi, ad esempio, in barba al
governatore della BCE Draghi, pare abbiano ricominciato a stampare marchi in
Svizzera, mentre svariate banche statunitensi in particolare hanno formulato
dei contingency plans volti ad ammortizzare una “morte” dell’Euro e dell’Union
Europea.
Quanto durerà la più grande operazione di accanimento terapeutico della
storia? Non ci è dato sapere, anche se la fine del sistema –nazionale ed
internazionale- come lo conosciamo, potrebbe essere vicina. In fondo, i medici
sanno che gli accanimenti terapeutici raramente hanno effetti benefici, è raro
se non impossibile che il paziente si alzi dal letto. E’ molto importante
quindi per i movimenti autonomisti ed indipendentisti, non solo nella penisola
ma a livello europeo, prepararsi ad afferrare le possibilità che sicuramente
nasceranno dalla disgregazione della realtà che conosciamo e dal nuovo mondo”..
Che il crollo avvenga fra uno, due, o dieci anni, il fattore fondamentale è
iniziare a far sentire sempre più forte la voce dei Popoli Padano-Alpini e dei
vari Movimenti politici che ad essi fan vero riferimento (e non solo, ma anche
nelle Nazioni francesi dalla Bretagna alla Linguadoca, degli Spagnoli dalle
terre Basche all’ Aragona, e al Sud della nostra penisola) in modo da potersi
presentare alla sfida della Storia consapevoli della propria identità e dei
propri punti forti.
Piergiorgio Seveso
Portavoce nazionale
Fronte Indipendentista Lombardia
18 dicembre 2011
