Amarcord: un cartellone del gennaio 2005

Amarcord: un vecchio cartellone affisso nel gennaio 2005 dall’allora Mup Cattolica. Il manifesto diede al gruppo una certa notorietà sulla stampa e segnò al contempo un passaggio delicato: bello e doveroso ricordarlo sette anni dopo.

L’Anti-Defamation League sta preparando una lettera alla Santa Sede, in cui esige che la beatificazione di Pio XII venga bloccata. Non si tratta di una richiesta ma di un ordine secco e pubblico, come dimostra il fatto che la lettera è stata divulgata alla stampa prima di giungere al destinatario.
L’Anti-Defamation League è il braccio “pubblico” del B’nai B’rith, la massoneria riservata agli ebrei, famosa in Usa per le sue campagne di intimidazione e di schedatura contro chi ritiene ostile alla causa di Israele. Il suo capo, Abel Foxman, ha recentemente promosso l’attacco più forsennato contro “The Passion” di Mel Gibson, ottenendo come risultato l’insperato successo del film. Con Woityla gli andrà meglio, essendo il Papa polacco molto vicino (per non dire manipolato) fin da giovane, agli ambienti “frankisti”, ossia dei seguaci ebrei del falso messia Jacob Frank, che si convertirono falsamente al cattolicesimo nel ‘700.
Abel Foxman, fattosi intervistare dal Jewish Week, ha spiegato che il suo altolà al Vaticano nasce dalle rivelazioni del Corriere della Sera (28 dicembre) su un memorandum vaticano datato 1946, che prescriveva di non restituire i bambini ebrei salvati dalla Chiesa alle loro famiglie, se erano stati battezzati. Il documento, scritto a macchina e non firmato, è palesemente un falso, ricalcato sulla più antica vicenda (vera) di Pio IX, che si rifiutò di consegnare un bambino ebreo che era stato battezzato dalla balia.. L’affermazione di Foxman, anch’essa falsa, è però illuminante: non è il documento che gli ha ispirato la richiesta di soprassedere alla beatificazione di Pio XII, ma il contrario. Il documento è stato confezionato e diffuso con il massimo clamore dai giornali “amici” della lobby, per giustificare la campagna contro Papa Pacelli. Non è la prima: Pio XII viene periodicamente accusato di aver taciuto sull’olocausto e di non aver fatto nulla per salvare gli ebrei.
Si tratta di uno sforzo accanito e ormai semi-secolare di cancellare, o almeno infangare, la memoria dell’ultimo Pontefice integralmente cattolico. Dopo Pio XII infatti, proprio il B’nai B’rith – intervenendo al Concilio come membro fondatore della “nuova chiesa”, ascoltata in ginocchio dai cardinali massoni – riuscì a far cancellare dalla Messa la preghiera per la conversione dei “giudei che hanno tradito l’Alleanza” (pro perfidis judaeis); per sovrappiù di zelo, Papa Giovanni e i suoi innovatori cancellarono anche la preghiera a San Michele Arcangelo perché difendesse i fedeli da Satana.
Ove ci fosse ancora qualche cristiano in Vaticano proporremmo sommessamente che venisse chiesta una contropartita: la non-beatificazione di Pio XII, ma in cambio i rabbini cancellino dal Talmud le maledizioni – che loro chiamano “benedizioni” – contro i cristiani (minim) e che continuano a recitare, e le bestemmie insultanti contro Cristo e Maria, tutt’ora in vigore. Solo in questo modo l’ingiunzione dell’ADL perderebbe il sapore di un ordine dato dai padroni del mondo ai loro subalterni, e acquisterebbe un senso di “dialogo” tra “fratelli”.

Maurizio Blondet

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